Gian Paolo Cremonesini

Da Parma a Pordenone.
Il respiro dei ricordi

“Mi è sempre piaciuto scrivere. Da ragazzo riportavo su fogli o vecchie agende le mie emozioni: gioie e dolori, per comunicarle successivamente a me stesso e non perdere quelle sensazioni che mi invadevano, si scolpivano nella mia anima e mi offrivano la possibilità di relazionarmi con il mondo che mi circondava: la scrittura è comunicazione. Questi vecchi scritti, racconti e poesie, sono stati nel tempo cestinati e le vecchie agende buttate via, fatta eccezione di una agenda ritrovata casualmente anni fa a casa della mamma, dalla quale ho strappato i fogli di quelle memorie giovanili per conservarli. E’ stato fantastico rileggere quei brevi racconti, perché ho riprovato quelle antiche sensazioni. Avvicinandosi la soglia dei settanta anni, avevo deciso di non privarmi di questo piacere. Ho iniziato a dedicare un po’ di tempo alla scrittura, principalmente la sera fino a tarda ora, procurandomi un enorme felicità che annulla la stanchezza. Condividere le emozioni, per trovare riscontro dell’importanza della consapevolezza, diventa fonte di stimolo per continuare, per allargare il raggio delle sensazioni, dei sentimenti, che positivi, ti arricchiscono, ti fanno pensare, ti fanno discutere, ti fanno relazionare. Relazionarsi con altri indirettamente o direttamente, non ha importanza, fondamentale è la relazione che fa crescere, amplia le conoscenze e arricchisce l’anima delle persone.”