Rischio
Leggendo gli articoli su una rivista di un amico, mi ha catturato il tema “Rischio” che tocca tutti i fronti delle attività umane, rappresentando la probabilità di un evento che può causare, superando potenziali limiti, danni non previsti. Credo che l’essere umano affronti il primo rischio al momento della nascita. Successivamente, attore nel palcoscenico della vita, attiva una quadricromia infinita di possibilità. Data la varietà e complessità dei pericoli credo sia importante classificarli per potere creare dei meccanismi che permettano di individuarli e prevenirli. Creerei due grandi famiglie: prevedibili e imprevedibili. Prenderei in considerazione quelli prevedibili perché quelli legati al fato penso sia opportuno, tipo la tegola caduta dal tetto, lasciarli alla statistica. Affrontiamo i rischi dove l’incognita del quando e del quanto gioca un ruolo determinante.
Entrando in tema parliamo dei rischi generati dall’uomo nel mondo delle relazioni e della materia. I rischi della materia intercettati: frana la terra, gli argini non reggono, limite nell’usura, limite di peso, limite di resistenza, limite di durata dove la nostra sensibilità o allert fisici possono segnalarli. Ma quello intrigante, non matematico è il rischio umano, chiamerei “pensante” che colpisce: benessere, salute e ambiente dove molte volte l’uomo stabilisce i limiti della materia senza considerarla, come se il rischio, in un certo senso matematico, fosse spostabile dalla speranza o dalla diversa aspettativa. Con curiosità mi addentro nel rischio delle relazioni generato dalla instabilità umana motivata da insoddisfazione, insicurezza, rivalsa che non sempre spinge nella corretta direzione generando comportamenti molte volte imprevedibili, perché inconsapevoli che titolerei distrazioni involontarie nelle relazioni, ma negativamente efficaci dove l’irrazionalità umana la fa da padrona.
Irrazionalità umana nei comportamenti, molte volte fonte di salvezza, ma deleteria nelle condivisioni e nei progetti concordati, sollecita e muove frequentemente insicurezza che scardina pianificazioni condivise fuggendo dalla realtà. L’irrazionalità dell’uomo, non clonabile nella macchina, muove meccanismi inconsapevoli o consapevoli nelle inconsapevoli circostanze per motivi di opportunità che inducono ad accaparrare vantaggi, paragonabili a lampi che si perdono nel buio delle comunicazioni.
Intrufolato nei percorsi umani
crei scompiglio e pericoli
rimescoli progetti
teatro multicolore della vita
produci casualità imprevedibile
cambiando traiettoria programmata
zampino umano invidioso
semina aridità
nei territori del vissuto
Opera costruita con martelletti, schede e tasti multifunzione Tavola di legno 65X50 cm