Gian Paolo Cremonesini

Contaminazioni

 L’uomo non è isola ma continente, frammento dell’umanità che vive nella socialità dove, nella relazione, raggiunge l’amore massima espressione di condivisione nei sentimenti. La relazione è una forma di contaminazione, indispensabile confronto per trovare riscontro alle idee, aspettative, intuizioni, fantasie e progetti. La contaminazione percorre molteplici segmenti nelle attività umane migliorando o alterando il loro processo naturale: nella sociologia, nella narrativa, nella chimica, nella fisica, nell’alimentazione, nella ricerca, nel software. Dentro questo ventaglio prismatico di possibilità identificherei due classi principali: contaminazioni negative che modificano peggiorando il valore iniziale, positive che portano miglioramenti. Oggi il termine negativo più diffuso è l’inquinamento del nostro pianeta, contaminato da particelle che alterano l’ambiente dove viviamo. Ma restando nel mondo umano dei sentimenti parlerei di narrativa, soggetto intrigante che attiva sollecitazioni problematiche mescolando elementi contrastanti molte volte considerati ingredienti per identificare generi diversi dagli altri, non omogenei, atti a soddisfare un bisogno di rinnovamento riscontrabile anche nell’arte. 

Tralasciando le tragedie entrerei nella narrativa, relazione tra l’uomo e l’ambiente declinando storie vissute o fantasiose dove il lettore si identifica, trova spunti all’inizio, nello svolgimento e nella conclusione muovendo fantasia, sentimenti e condivisione positiva o negativa. Ogni uomo è attore del suo vissuto, narrazione individuale molte volte inconsapevole che si fonde nelle relazioni dove si perdono i confini delle proprie convinzioni, maturate nel percorso di vita vissuta fatta di fantasia e creatività individuale, causa contaminazione e nostra eterna insoddisfazione che produce rinuncia, apatia trasformandosi in negazione dell’impegno. Certamente l’impegno è veicolo di fatica e il mondo, tormentato  dall’incertezza, con i suoi miraggi identifica inconsapevolmente la fatica come impegno da non affrontare perché ci costringe uscire da un limbo di inerzia e pigrizia che, annullando guizzi di approfondimento e riflessione, alimenta inconsapevolmente l’insoddisfazione che ci corrode. Ho incanalato la mia traiettoria narrativa sull’inquinamento nel mondo delle relazioni dove, credo, l’antinomia regna inconsapevolmente incontrastata a causa delle nostre contradizioni, non letterarie ma di comportamento e orientamento sociale. 

Le azioni degli individui, nella loro iterazione con i membri della società alla quale appartengono, sono influenzate da schemi psicologici utilizzati dai mass media per orientare e plasmare le opinioni attraverso Internet, autostrada delle informazioni, che cerca una relazione diretta tra messaggio e comportamento attraverso una manipolazione la cui potenza diventa incontrollabile utilizzando la AI dove il suo assoluto rumore inibisce all’individuo di cogliere le più sottili vibrazioni dell’esistenza. Allora, la contaminazione abbandona il potere significante della cultura, aggrega le giovani menti dentro un crogiuolo dove l’apatia regna sovrana causa mancanza di tensione emotiva appagata dalla comodità e avvalorata dallo scarso impegno dove la fatica evapora. 

Incognita piena di dubbi
delega incondizionata nel vuoto
di erranti valori inconsapevoli
per comodità custoditi nella zona di conforto
dove mancanza di impegno
annulla capacità dell’anima
indebolisce previsione del domani
osmosi di valori inesistenti 

Titolo: FD ROSSO
Opera costruita con martelletti, schede e tasti multifunzione, FD.
Tavoletta di compensato 65x50 cm.
Work built with hammers, cards and multifunction keys, FD.
Plywood board 65x50 cm.