Gian Paolo Cremonesini

Il valore della fatica

 “I fattori che determinano la fatica sono riconducibili al metabolismo energetico e alle alterazioni dei riflessi”. Certamente la fatica ha una stretta connessione con attività fisiche e mentali, percepita anche inconsapevolmente quando supera le normali routine nel percorso individuale giornaliero. Per Socrate, il concetto di “faticare” non si riferisce principalmente al lavoro fisico, ma piuttosto all’impegno intellettuale e morale, alla ricerca della verità e della virtù attraverso il ragionamento e il dialogo. Considerava la filosofia come una “fatica” interiore, un’attività costante di ricerca e di messa in discussione di sé e degli altri, finalizzata alla conoscenza e al miglioramento. L’impegno intellettuale, espresso a diverse profondità, diventa pilota del faticare anche nelle attività manuali perché sono fonte di ragionamento, anche se elementare. Certamente la natura umana predilige comportamenti che permettono di raggiungere massimi risultati con il minimo sforzo possibile, spostando la traiettoria del percorso nella direzione del faticare meno possibile che annulla inconsapevolmente lo sforzo di miglioramento dei processi, nefando orizzonte che allenta l’impegno. I sintomi principali di mancanza di impegno sono le deleghe: fai tu. Siamo oggi consapevoli, nella inconsapevolezza, che i meccanismi che governano il mondo non vanno bene e vanno riprogettati e cambiati, ma per non faticare li spostiamo nel tempo, un compito per i futuri cittadini. Allora, entrano in ballo i fiumi interrati sotto le città, le sponde e alvei deboli dei fiumi, il degrado delle coste, delle montagne, il degrado urbano e dei valori umani rappresentati da principi etici e morali. 

Partirei con la fatica di tutte le fatiche, insegnare nelle scuole rispetto, correttezza, impegno, il valore dell’altro, la generosità, la disponibilità, la condivisione dei principi etici e morali con insegnanti formati e addestrati per trasmettere e fare percepire il valore del lavoro, della fatica dove il premio è l’esito positivo. Questa traiettoria, che fonde etica e cultura, è faticosa perché coinvolge l’anima dentro una verifica continua sugli effetti prodotti che premiano l’impegno. Non dobbiamo rimandare la sistemazione del degrado dell’ambiente, ma perseguirlo con un impegno e controllo continuo dei risultati, certamente comporta una attività faticosa. Ma se la scuola produce uomini di valore il miglioramento diventa fisiologico perché la quota impegnata fagocita quella meno coinvolta. Si rimpiange l’abbandono del servizio di leva che addestrava uomini, formandoli eticamente e tecnicamente, per una potenziale guerra difensiva, giustamente abbandonato perché mandare ragazzi a combattere se non opportunamente addestrati vuole dire spedirli verso una sicura morte e in 12/18 mesi non riesci ad addestrare compiutamente e in sicurezza giovani leve, ne consegue che l’esercito deve essere composto da professionisti. Ho servito la patria, ufficiale di complemento, e posso garantire che con un impegno professionale continuo sono riuscito ad ottenere dei risulti premianti, non dando ordini, per poi imboscarmi al circolo ufficiali, ma verificandoli: insegnamento, condivisione e controllo continuo, facendo percepire il grande valore della fatica e del dovere condiviso. Il risultato del mio impegno mi è stato consegnato il giorno del mio congedo. Da tutta la compagnia schierata davanti a me, sono usciti tre carristi che, dandomi la mano, saluto da parte di tutti, mi hanno detto: tenente abbiamo imparato tante cose da lei che porteremo con noi per tutta la vita e le saremo eternamente grati. 

Questo premio verbale mi ha commosso colmando la mia anima di sentimenti premianti. In quel momento sono passati davanti ai miei occhi quei mesi di valori nell’impegno e insegnamento, messi in pratica durante le esercitazioni sul greto del grande fiume Cellina Meduna, dove abbiamo condiviso energie giovanili con slancio professionale ed etica gratificante. Giustamente viene previsto un reddito di cittadinanza a sostegno dei meno fortunati, ma sarebbe importante impegnare i fruitori del reddito, principalmente i giovani in attività utili socialmente, togliendoli dal pascolo sociale: pulizia della città, servizi nelle case di riposo, nelle scuole e supporto alle famiglie bisognose. Per ottenere questi risultati bisogna attivare un importante impegno, organizzazione e metodo nell’assegnare compiti e nella verifica del risultato: impiego di energie per chi ha il compito di addestrare verificando e migliorando i risultati in progress nelle attività. Significa recuperare efficienza la cui latitanza rappresenta una piaga sociale enorme, affermerei un buco nero dove spariscono i valori che devono pilotare il comportamento umano, influenzando azioni, decisioni individuali e collettive. Questi valori, come l’onestà, il rispetto, la responsabilità e la condivisione, sono considerati fondamentali per una convivenza civile, per il benessere personale, valori indispensabili socialmente. La spinta economica del dopo guerra aveva confinato la pigrizia, nativa dell’uomo, temporaneamente in un angolo per il grande desiderio di ricostruire dignità e lavoro. Raggiunta la sopravvivenza e una vita decorosa la spinta al miglioramento rallenta, la comodità ha il sopravvento e il coraggio di fare evapora. Rimandiamo le attività impegnative perché molte volte l’esito non è scontato, non amiamo il rischio condiviso dove ognuno ha la sua parte di responsabilità e quota di fatica. Risolvere il problema dei fiumi interrati, colli di bottiglia generati dalla speculazione urbana, rafforzare le sponde e tenere pulito l’alveo togliendo piante e sassi che rallentano e creano barriere al deflusso dell’acqua, migliorare gli ecosistemi costieri per salvarli dalla erosione e dallo sfruttamento indiscriminato, bloccare il degrado degli ambienti montani, erosione e rischi geologici, gestire spazi abbandonati nelle città, edifici fatiscenti, sporcizia, incuria, condizioni di abbandono e migliorare la sicurezza rappresentano impegni sociali enormi ma gratificanti nell’esito positivo finale. 

Oggi parliamo, parliamo, elenchiamo problemi scottanti e possibili soluzioni ispirati dall’urgenza, pennellate verbali che stemprano e descrivono potenziali scenari assegnati al futuro cittadino per evitare il valore corrente della fatica generato dalla potenziale realizzazione e messa in opera del verbo, ma in queste condizioni il futuro è un miraggio inconsistente. 

Goccia di sudore
gratifichi la mia anima
disperata cerca concreti traguardi
miglioramento continuo dei processi
per raggiungere scopi programmati
approdo di obiettivi condivisi 

Titolo: LEGAME
Opera costruita con FD, martelletto, tasto calcolatrice, schede e tasti multifunzione.
Tavoletta di compensato 65X50 cm.
Work built with FD, hammer, calculator key, cards and multifunction keys.
Plywood board 65X50 cm.