Gian Paolo Cremonesini

La poesia dei vent’anni

 È incredibile come l’anima intrecci momenti trascorsi facendo emergere il passato in circostanze sempre nuove, vento che soffia sui ricordi sollevandoli sopra le praterie del vissuto per riassaporare e accarezzare emozioni, stati d’animo e sentimenti che prendono forma generando fibrillazioni nella memoria, invito all’ascolto di onde misteriose che si trasformano in luci immagini dove ti tuffi con un piacere difficile da descrivere. Oggi, distrattamente avvolto dai miei pensieri, ascoltavo musica e una canzone di Fausto Leali mi ha traghettato al mio passato: primavera del 1967, campo estivo Santa Eufemia Lamezia, scuola Allievi Ufficiali di Complemento. Allora, il cuore accelera i battiti e l’anima percorre l’antico sentiero e, come per magia, ti vedi giovane pieno di entusiasmo, generato dalle attività addestrative nel palcoscenico militare, immerso in un paesaggio luminoso, dove una lunga colonna di allievi ufficiali carristi sfilano lungo un sentiero cantando canzoni, che evocano gesta gloriose dei padri temprando e illuminando l’anima di gratificanti valori, per raggiungere i carri armati M47 che ci aspettavano per trovare riscontro e verifica sulle operatività apprese in aula. Rivedo i volti dei compagni che esprimevano la gioia dei vent’anni. Il pesante e martellante addestramento non scalfiva la felicità di vivere e partecipare a quella nuova avventura di vita. 

Consumavamo il pranzo dentro una gavetta, seduti sul terreno, ascoltando la canzone “A chi” di Fausto Leali, che ci accompagnava durante la meritata sosta. Difficile spiegare la felicità inconsapevole che colmava i cuori di sentimenti positivi, valore del gruppo, forza, generosità, altruismo, disponibilità ad aiutare il compagno in difficolta. Senso di appartenenza, cameratismo, difesa dalla tirannia degli ufficiali che dovevano formare mentalmente e sul campo soldati pronti a contrastare un potenziale nemico. Traccio questi ricordi dettati dalla mia pulsazione emotiva, attivata dalla scrittura, che mi trascina a lasciare testimonianze di periodi di crescita giovanile che si accavallano nei diversi periodi del vissuto, volteggiando nel mare delle emozioni che vuoi condividere, per trovare riscontro a valori universali forieri di amicizia, crescita professionale, condivisione, impegno, valore del faticare per migliorare e arricchire la sensibilità per una giusta convivenza sociale. Sentimenti dentro una grossa pentola che si accavallano, rincorrono vogliono raccontare e condividere queste gratificanti emozioni che colmano l’anima in modo positivo nell’impegno e professionalità, per distribuire e creare un mondo migliore, lasciando l’ego ismo, invidia, rancore e rivalsa abbandonate lungo le rive del vissuto.

Profondi sentimenti dell’anima
accendono il passato nell’oasi giovanile
scorre linfa vigorosa di ricordi
giovani coesi nel dovere
senso responsabile condiviso
genera qualità professionale
obiettivi comuni di eterni valori

Istantanea durante il rancio in gavetta Santa Eufemia Lamezia Primavera 1967