Le generazioni giovani
Parlare dei giovani è un tema di attualità, acceso da comportamenti, nei confronti della società o tra gruppi di giovani, non in linea con una educazione sociale condivisa, rappresentata dal rispetto delle regole e delle persone. Non sono coinvolti dalla politica, non votano, non partecipano a riunioni culturali, dove le presenze sono solo di persone con i capelli bianchi. Vengono classificati per gruppi di età, con percentuali di appartenenza che esprimono un peso per scoprire ed individuare le varie dinamiche e come affrontarle, dentro delle unicità definite dall’età. Credo che le varie classifiche spostino l’analisi del problema, arenando su valori che variano in base alla maturità o interessi che comunque non ne cambiano la natura.
Il vero problema è legato alla qualità dell’uomo, cultura, conoscenza e rispetto, che si forma partendo dall’infanzia, dove l’esempio è generato dalla società e la crescita culturale dalla scuola, dentro un percorso di condivisione. La crescita culturale insegna ad assorbire l’esempio sociale che diventa l’abito della personalità del giovane, a prescindere dalla taglia, dove la qualità del tessuto e della confezione genera la differenza. Purtroppo, la nativa debolezza umana, sempre nel vortice di una latente insoddisfazione, molte volte inconsapevole, stimola il miglioramento o genera invidie e rivalse nefande, esempi negativi che contaminano, creando insicurezza. Certamente l’esempio sociale ha un vestito che cambia in relazione all’evoluzione delle varie epoche, ma il nocciolo, il punto fermo è l’uomo con tutte le sue debolezze amplificate dall’evoluzione dell’abito che indossa. L’abito modifica le sensibilità che spingono l’essenza della natura umana verso varie direzioni.
L’evoluzione del computer, del software e internet sempre più potenti in capacità ed estensione della informazione viaggiano, nello stesso lasso di tempo in tutte le latitudini, creando falsi miraggi e semplificazioni che contaminano tutta la società, generando una subdola sudditanza per comodità. Prima dell’avvento del computer, relativo software e internet, le informazioni si cercavano dentro riunioni nel territorio, nelle biblioteche sfogliando libri, ascoltando la radio, poi successivamente la televisione, era un grande impegno per conservare le conoscenze e gli aggiornamenti giornalieri sull’evoluzione nella contemporaneità, relativa cronaca e dovevi prendere appunti per tracciarla e ricordarla. Una continua crescita attraverso incontri, condivisioni, impegni certamente faticosi, ma gratificanti quando ottenevi l’informazione.
Oggi è sufficiente un click e hai a disposizione tutto, perché faticare, se così fanno tutti? Sento argomentare su compiti scolastici sviluppati attraverso l’intelligenza artificiale, diabolico, se eliminiamo la fatica del pensare diventeremo schiavi di un sistema senza anima, che ci governerà portandoci all’estinzione, che decreterà anche la fine dell’intelligenza artificiale. Il problema è l’uomo che vuole essere sempre il protagonista e dettare la legge, purtroppo del più forte, il giovane è debole. La legge temporanea può cambiare rotta in funzione del potere economico che cambia, causa variabili imprevedibili e molte volte ingestibili. Allora, nasce la violenza e la sopraffazione, uomo contro uomo, calmierata dalla cultura ed esperienza che purtroppo i giovani non hanno maturato.
È un mondo che pensa di sapere e non valuta le conseguenze future delle scelte fatte nell’ottica di un vantaggio competitivo ed economico iniziale, senza percorrere situazioni possibili legate alle scelte per monetizzare subito, senza la fatica del pensare a successivi scenari, maldetto denaro. La scuola deve esprimere il valore di educatore che ascolta le difficoltà giovanili per tracciarle dentro una formazione culturale e di solidarietà condivisa, per generare quella maturazione culturale che, annullando l’ansia e la depressione, genera autostima, attiva le qualità e particolarità, forma cittadini liberi e consapevoli degli obiettivi percorribili, ripopolando la società di valori comuni difendibili da tutti.
Fantastica giovinezza accarezzata
venti primaverili la percorrono
sollecitano respiri profondi
attivano consapevolezza invisibile
di un futuro realizzabile
impegno, energia e fatica accendono valori
luce illumina traiettoria programmata
supera diffusa ansia
approda su territori condivisi
genera obiettivi comuni
Opera costruita con martellettI, schede, tasti calcolatrice e tasti multifunzione.
Work built with hammers, calculator keys, cards and multifunction keys.
Tavoletta di compensato 65x50 cm.
Plywood board 65x50 cm.