Richard Wagner era visionario e missionario
Leggendo da un vecchio blog Corfiota, creato da studenti della VA dell’Istituto Macedonio Melloni di Parma diplomati nel 1964, le riflessioni di Richard Wagner “il bisogno più urgente e più forte dell’uomo perfetto e artista è di comunicare sé stesso, in tutta la pienezza della sua natura, all’intera comunità”, aggiungo Corfiota, ha acceso il mio desiderio di raccontare.
Amo fortemente comunicare per condividere e trovare riscontro alle mie esperienze ed emozioni, molla che mi ha spinto a cimentarmi nella narrazione per il desiderio di condividerle dentro un mondo che sta mettendo paletti attorno all’anima umana. Il pensiero di Wagner è associativo, rappresenta la fusione di musica, canto, poesia, recitazione e psicologia dentro una esperienza mistica totale, emozioni generate da fonti diverse ma comuni nella espressione dei sentimenti. Una forte emozione fonde la poesia dei versi trasformandosi in ritmo e canto che spigiona musica dall’anima e dal cuore, fantastica considerazione che ti trascina a narrare questa emozione tracciando anche colori e composizioni sulla tavola di legno. L’amicizia, elemento fondante della narrazione, mi spinge a percorrere in giornata 600 chilometri per trovare questa felicità, incontro di vecchi studenti che si ritrovano ogni 6 mesi, per riaccendere, vivere e riscrivere vecchie storie di profonda amicizia e condividerle.
Wagner precisa che se non esistono veri bisogni, pullulano bisogni immaginari, dove la soddisfazione di questo fittizio bisogno è il “lusso”, che non può essere soddisfatto perché falso, non esiste, ma tormenta e crea rivalse. Colmiamo il nostro desiderio di profonda amicizia mantenendo contatti in rete, per ritrovarci periodicamente ed apprezzare questi valori. Sono partito venerdì sera per abbracciare la mia città e soddisfare il bisogno di immergermi nelle strade familiari della mia giovinezza, con una gratificazione che muove lacrime di felicità. Desiderio di incontro con il proprio passato che ha creato solchi profondi nella mia anima che amo percorrere per ritrovare me stesso, le mie emozioni, i miei valori anche nel sofferto passato. Ho attraversato la Pilotta, dove da ragazzo andavo a studiare alcune volte in biblioteca, per raggiungere via Cavour, passare vicino alla farmacia Pirani che tanti ricordi accende e ritrovare l’amata piazza Garibaldi e poi godere di una cena con un piatto di tortelli alle erbette, innaffiati da un bicchiere di buon lambrusco e alla fine pernottare in centro.
Alla mattina, prima del pranzo conviviale corfiota, con l’amico Enrico, colazione nel chiosco centrale ai giardini pubblici, dove, nel vialone fronte chiosco, infante correvo con una macchinetta a pedali in lungo e in largo sotto l’attendo controllo della nonna Ida, non dovevo uscire dal suo campo visivo. Le lacrime che escono dal cuore non sono frenabili, spinte dal ricordo di una felicità inconsapevole dell’infante, ma consapevole nell’adulto. Rivissuti antichi percorsi, siamo partiti per ritrovarci tutti attorno ad un tavolo intriso di sentimenti che generano profonda amicizia.
Amicizia
Eterno sentimento muovi percorsi vissuti
trasportati dal ruscello della vita
visioni, suoni e parole si intrecciano
disegnano momenti felici di giovani ragazzi
inconsapevoli del gratificante percorso futuro
racconto di storia scritta da luminosi percorsi
fulgide menti ritrovano il valore generato
amicizia senza confini premia eterna ricchezza
Opera costruita con schede multifunzione.
Tavoletta di compensato 90X90 cm.
Work built with multifunction cards
Plywood board 90X90 cm.