La leggerezza
Il fine settimana, durante il periodo estivo, lo trascorro con mia moglie a Duna Verde e generalmente pranziamo in ristorante, gratificati dal dolce far niente, sintesi di un meritato riposo, che allevia lo stress e ricarica le energie. Durante il pranzo, aprendo una bottiglia di acqua minerale ho trattenuto nelle mani il tappo, leggerissimo di alluminio e, facendolo saltellare sul tavolo, ha acceso delle riflessioni che hanno attivato questa narrazione. Ho fatto due opere con i tappi di alluminio, stimolato dai colori e dalla mancanza di peso, credo realizzerò una terza opera. Questa leggerezza ha trasportato nella mia anima sentimenti, visioni, narrazioni, desiderio di tracciare questa condizione fisica e/o spirituale che descrive agilità e scioltezza nei movimenti e riflessioni mentali, superando fatica e quotidiane preoccupazioni, abbandonando sulle rive della vita scorie e macigni emotivi. Leggerezza nelle relazioni per superare aspettative molte volte irrealizzabili, che feriscono profondamente e frequentemente, autoinganni generati da visioni positive per il piacere della relazione nel mondo dell’amicizia, del lavoro e dell’amore, dove la feroce delusione va affrontata con la leggerezza sollecitata dal proprio errore, il famoso bicchiere sempre mezzo pieno. Credo che, nel mondo dell’amicizia, la delusione di per sé è leggera rispetto all’amore, dove l’errore ha radici molto profonde. Affrontando il tema più leggero dell’amicizia, dove gli attori sono tanti, credo che questo sentimento possa sopravvivere anche se l’amico diventa un caino, perché è un sentimento che doni senza contropartite.
Questa lettura mi trasporta nella narrazione dell’ultimo mio racconto, costruito sulle riflessioni del musicista Richard Wagner che mi hanno sollecitato ad approfondire la sua amicizia con Friedrich Nietzsche, due caratteri diversi, due personalità complesse che incrociarono i loro destini in un’amicizia intensa e travagliata. Hanno lasciato un segno importane nel XIX secolo nei rispettivi ambiti, destinati nel tempo ad entrare in collisione, facendo evaporare il loro rapporto. Le motivazioni erano di carattere politico, esistenziale, due grandi blocchi culturali in contrapposizione. Nietzsche, nella sua critica radicale alla civiltà occidentale, alla morale cristiana e metafisica affermava: “C’è un solo mondo ed è falso, crudele, senza senso e contraddittorio, dove è necessaria la menzogna per vincere questa realtà, questa verità, per vivere.” Affermava che credere in un mondo ultraterreno rappresenta una fuga dall’esistenza a cui contrappone la sua visione dionisiaca, preludio dell’avvento del superuomo che accetta la fatica e il rischio di realizzarsi come sorgente di nuovi valori e significati, che si espandono continuamente nel progettare e creare la sua esistenza in modo libero, fuori da schemi esistenti, per dare un senso al caos della vita, liberandosi dal peso del tempo e del passato.
Rispecchia il mio pensiero, credo molto nelle capacità e intelligenza umana che non ha limiti, produttrice di infiniti valori e capacità ancora tutte da scoprire, frequentemente danneggiate da emozioni sociali complesse, che nascono dal confronto con gli altri, generando risentimento, sofferenza, rivalsa, desiderio di eguagliare o sottrarre ciò che l’altro possiede in beni, qualità individuali e status. Nietzsche, parlando dell’amicizia con Wagner, fa questa riflessione. “Eravamo amici e ci siamo diventati estranei… Noi siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta e la sua rotta; possiamo benissimo incrociarci e celebrare una festa tra di noi, come abbiamo fatto… Ma proprio allora l’onnipossente violenza del nostro compito ci spinse di nuovo l’uno lontano dall’altro, in diversi mari e zone di sole e forse non ci rivedremo mai – forse potrà anche darsi che ci si veda, ma senza riconoscersi: i diversi mari e i soli ci hanno mutati! Che ci dovessimo diventare estranei è la legge incombente su noi: ma appunto per questo dobbiamo ispirarci una maggiore venerazione! Appunto per questo il pensiero della nostra trascorsa amicizia deve diventare più sacro! Esiste verosimilmente un’immensa invisibile curva e orbita siderale, in cui le nostre diverse vie e mete potrebbero essere intese quali esigui tratti di strada, innalziamoci a questo pensiero! Ma la nostra vita è troppo breve, troppo scarsa la nostra facoltà visiva per poter essere qualcosa di più che amici nel senso di quella elevata possibilità. E così vogliamo credere alla nostra amicizia stellare, anche se dovessimo essere terrestri nemici l’un l’altro.” Credo che le complesse emozioni sociali non possano danneggiare o inibire una vera amicizia fondata sul reciproco rispetto e generosità, che nulla chiede rappresentando il valore della leggerezza.
Il mio pensiero, Nietzsche non è riuscito a vincere queste complesse emozioni nel confronto con Wagner e questa sua incapacità lo ha trascinato dentro una sofferenza ingestibile che evoca la metafisica: onnipossente violenza del nostro compito…, venerazione.., sacro…, un’immensa invisibile curva e orbita astrale…, elevata possibilità…, amicizia stellare. I sentimenti e le emozioni valicano il materiale, creano brecce nel superuomo e abbracciano il pensiero di Richard Wagner che concepiva l’opera d’arte come strumento di conoscenza della metafisica capace di superare la realtà visibile per accedere alla profondità dell’universo, per redimere l’umanità attraverso la fusione di musica, poesia e gesto di arti visive, generando esperienze totalizzanti che superano i limiti dell’individualismo e rivalsa. Fantastico! Questi valori gratificano e, nonostante, fanno nascere, consolidano il valore del bicchiere sempre mezzo pieno, da condividere con l’amico. Allora, creo narrazione che trasporta in chiusura musica con il ritmo dei versi di una poesia e completo il messaggio con un gesto d’arte visiva sulla tavola lignea.
Leggerezza nelle relazioni
crei armonia nella condivisione
approdo di sentimenti gratificanti
dentro vascelli luminosi
pilotati da giovani energie
salpano verso mete
visione di futuro realizzabile
Opera costruita con tappi di alluminio e metallici.
Dimensioni tavola 80x60 cm.
Work built with aluminum and metal caps.
Plywood board 80x60 cm.