Teatri di guerra
Quotidianamente si parla della guerra e i mezzi di comunicazione ci aggiornano su questo fenomeno sociale, violenza dell’uomo verso il suo simile per motivi ideologici, politici o economici che generano un conflitto armato tra stati o gruppi organizzati per sopraffare la controparte. Missili e droni che partono colpiscono città e territori uccidendo persone inermi, creando dolore e indicibile sofferenza. Queste guerre convenzionali non generano né vinti né vincitori, sono guerre di trincea ideologica senza fine, sostenute economicamente per mostrare il pugno, creano solo tanta sofferenza di innocenti senza raggiungere l’inutile scopo del potere, dove l’industria della guerra fa da padrona.
Ho servito la patria da ufficiale e alla scuola si parlava di guerra difensiva, non ci addestravamo per attaccare un potenziale nemico. Posso affermare che quel percorso ha acceso in me un sentimento di paria, valori comuni da difendere che muovono lacrime nella mia anima. Allora penso ai ragazzi del 99, giovanissimi combattenti inviati al fronte nel 1917, in un momento di grave crisi per l’Italia, che rinsaldarono le forze serrando le file sul Piave, permettendo al regio Esercito di reagire con una controffensiva ad un anno dalla disfatta di Caporetto. Questi episodi scuotono l’anima e danno senso alla guerra difensiva. Certamente la migliore difesa molte volte è l’offesa e qui si apre un teatro di discussioni che non ha fine. Mentre continuiamo a litigare il pianeta terra si rivolta contro di noi, terremoti e inondazioni ci colpiranno duramente.
La storia della terra, di circa 4,5 miliardi di anni, ha attraversato ere geologiche che hanno modellato il pianeta con trasformazioni devastanti, stiamo percorrendo la quaternaria, dove è comparso l’uomo e probabilmente stiamo entrando in una nuova era di cui non conosciamo gli effetti, ma percepiamo i segnali: terremoti, eruzioni vulcaniche, riscaldamento globale che scioglie le calotte polari, grande minaccia agli ecosistemi e alle coste di tutto il mondo. Nonostante, non illuminiamo il valore della consapevolezza, distruggiamo risorse per dimostrare il nostro potere che si infrangerà contro la forza della natura.
Echeggiano rombi e lampi sul terreno
perversi fuochi d’artificio
negazione del valore altrui
annullano partecipazione e confronto
generano conflitto permanente
oscurano percorso condiviso
attivando trame perverse
orizzonte di ferro e fuoco
Opera costruita con martelletti, display e tasti multifunzione.
Tavoletta di compensato 65X50 cm.
Work built with hammers, display and multifunction keys.
Plywood board 65X50 cm.