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Gian Paolo Cremonesini

Cortesia e stupore

 Come consuetudine, a Duna Verde, facciamo colazione in un bar vicino alla spiaggia e contemporaneamente passo a ritirare la Gazzetta prenotata il giorno prima. Questa mattina sono entrato nell’edicola, e, mentre aspettavo in fila, una signora a fianco mi ha detto: “vicino al piede ha un sacchetto di fazzoletti, probabilmente le sono caduti”. Ho abbassato gli occhi e, verificato, spostandolo leggermente con il piede, che quel pacchettino di fazzoletti non era mio, ho risposto: “grazie Signora ma non è mio”. La signora contemporaneamente lo ha raccolto da terra e me lo ha consegnato. Quell’azione mi ha stupito e basito, l’ho ringraziata e consegnato all’edicolante il pacchetto. Certamente la signora non era giovanissima, le sottili rughe del volto denunciano l’età. 

Mi sono avviato verso l’uscita, la signora mi ha seguito e sulla porta mi sono spostato per farla passare. In quel momento mi ha guardato e ha esclamato: “che gentiluomo!” Credo di avere risposto sulla normalità del mio gesto, affermando che la sua cortesia era insolita. Allora, abbiamo iniziato a dialogare e mi ha spiegato che le era morto il padre quando era bambina e del forte legame con la mamma che l’ha allevata, alla quale si dedica quotidianamente per il profondo legame affettivo. Poi raggiunto il bar, dove mi aspettava la mia colazione, ci siamo salutati. Questo inusuale incontro mi ha fatto sorgere delle riflessioni. Certamente, quando mi ha comunicato che i fazzoletti erano vicini al mio piede, dovevo prontamente chinarmi per raccoglierli, ma per abitudine non raccolgo mai le cose che trovo strada facendo. La mia esitazione ha fatto percepire una mia difficoltà ad abbassarmi, avvalorata dai capelli bianchi, dalle rughe del mio viso. Personalmente sono un diversamente giovane, fisicamente efficiente e queste considerazioni mi spiazzano, non sempre l’apparenza è in linea con la realtà. Cercando una sintesi nel mio argomentare, con piacere ho constatato questa disponibilità ad aiutare una persona anziana in un momento di difficoltà, forse un giovane…

Il desiderio di dialogare dentro un mondo che crea pareti invisibili fisicamente, ma presenti, potrebbe attivare quel comportamento. Per contro, sentendomi fisicamente ginnico, questa valutazione sulla mia persona mi ha trascinato nella realtà, mio malgrado, ma ha significato il valore espresso nei rapporti umani, esempio di altruismo che, se presente, viene trasmesso nella speranza di una auspicabile, autentica contaminazione sociale, traiettoria di un viaggio nell’infinito universo che abbandona, nelle estreme lande, pigrizia, egoismo e rivalsa.

Disponibilità profondo sentimento
lucentezza scorre nell’alveo della vita
forza generatrice di valori condivisi
celebrativo di naturale generosità
coltivata nella geografia umana
seme illumina il valore delle relazioni
momenti di piacevoli condivisioni

Titolo: AMICANDO SEI
Opera costruita con martelletto, induttore e schede multifunzione.
Tavoletta di compensato 30x35 cm.
Work built with hammer, inductor and cards multifunction.
Plywood board 30x35 cm.