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Gian Paolo Cremonesini

Cavalcare l’onda del consenso

Questo momento di fragilità politica, socioeconomica e sfiducia nelle istituzioni sollecita questa riflessione sulla centralità dell’essere umano con i suoi limiti, che non superano le debolezze: egoismo, individualismo, sete di ricchezza, rivalsa morale e potere. Il malcontento nelle relazioni sociali supera il malcontento economico, diabolicamente generato dalla natura umana che crea sponde, muri a difesa, molte volte del nulla e diventa strumento di propaganda per catturare consensi. La politica viaggia sull’onda del malcontento emotivo che mette in secondo ordine la gestione economica dello stato, lanciando reti nel mondo emozionale per catturare consensi, arricchiti da promesse molte volte irrealizzabili. La debolezza dello stato, e lo stato siamo tutti noi cittadini, diventa rivalsa che nega composizione e chiarezza su tutti gli aspetti del problema. Facile elencare le cose che non funzionano, che sollecitano fortemente una condivisione, evidenza del malcontento, con promesse di cambiamento legate a fattori emotivi ed economici. Lo stato è una impresa e come tale deve rispettare delle regole di coordinamento nella gestione e nella spesa, per erogare servizi connessi e legati alla sua capacità di ricevere risorse. 

Nel mondo privato gli amministratori devono, alla fine dell’esercizio economico, presentare ai soci, con un documento comprensibile, il patrimonio attivo e passivo, costi e ricavi di gestione, elementi indispensabili di valutazione sul loro operato. È auspicabile che i politici, amministratori dell’impresa Stato che non produce utili ma, utilizzando le entrate previste, eroga servizi ai cittadini, presentino, durante la corsa alle elezioni politiche come programma e successivamente ogni anno agli elettori, durante il periodo del loro mandato, un documento riepilogativo che sottolinei con chiarezza il totale delle entrate previste e il totale delle spese preventivate per l’erogazione dei servizi, con dettaglio e sintesi delle entrate previste per tipologia di titolo: entrate tributarie, extratributarie, alienazioni beni, riscossioni crediti e accensione di prestiti. Un dettaglio delle spese previste raggruppate in spese correnti di gestione, interessi passivi e spese in conto capitale per beni durevoli: ospedali, scuole, strade. A fine esercizio, presenteranno un documento riepilogativo delle entrate realizzate e delle spese sostenute con la stessa organizzazione e struttura del documento di previsione, puntando l’obiettivo sulle differenze tra valori preventivati e valori realizzati che diventano elementi di una rigorosa valutazione sulla qualità della previsione e dell’attività esercitata.

Confronto con reali risultati consuntivi che testimoniano l’impegno nelle attività per il raggiungimento degli obiettivi promessi, analizzando il valore delle differenze riscontrate che certificano la qualità nella gestione e la sostenibilità delle promesse fatte, coinvolgendo i cittadini attraverso una partecipazione consapevole, mettendo all’angolo consensi emotivi che male coniugano realtà teoriche non realizzabili. Certamente il rispetto dei valori programmati e la spiegazione motivata delle differenze nella realizzazione di entrate e uscite, sarà motivo di valutazione sulla qualità del gestore politico per lasciare in un angolo la emotività e confrontarsi su reali elementi di gestione, rappresentati da numeri sostenibili, non da labirintiche parole. 

Fragilità economica
disuguaglianze sociali
generano sfiducia nelle istituzioni
cavalcano consenso promesse politiche
cambiamenti radicali
senza basi strutturali economiche
negano valori condivisi
vera forza e valore sociale

Titolo: DUE PUNTI UGUALE
Opera costruita con martelletti, schede, tasti multifunzione e calcolatrici.
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