Salta al contenuto principale

Gian Paolo Cremonesini

Migliorare le relazioni

Le relazioni tra le persone muovono tanti elementi, concetti e sentimenti consapevoli o inconsapevoli, legati alle caratteristiche umane che ne contraddistinguono la qualità, fonte nativa della personalità che rispecchia cultura e percorso nel sentiero della vita. Il tragitto parte da infante e la famiglia incide profondamente in questa formazione, difficilmente un genitore aggressivo e autoritario può generare nei giovani caratteristiche di disponibilità generosità nei sentimenti, chi riesce a non subirle attiva spunti di riflessioni positive. Non avendo vissuto con la mia famiglia naturale, ho sempre percepito la generosità nei miei confronti dal mondo che mi circondava e stimolava in me il desiderio di ripagare questa generosità appena ne avessi avuta la possibilità. Probabilmente questa circostanza di necessità e di aiuto ha acceso in me questa sensibilità nelle relazioni, senza contropartite, avendole ricevute quotidianamente. Quando in famiglia percepivo delle necessita, sono sempre stato disponibile e nelle diatribe famigliari, ho sempre cercato di spegnerle per accendere il valore nelle relazioni, anche tra amici, cercando di smussare l’arroganza nativa, dove presente, mettendo in evidenza gli aspetti positivi della condivisione. 

Ho insegnato tanto nella mia vita, inizialmente nel mondo Olivetti per migliorare le competenze dei colleghi e da responsabile nei gruppi da me gestiti. Da ufficiale dell’esercito, dove ho dato tanto in disponibilità, tempo e presenza, elementi essenziali di insegnamento attraverso l’esempio. Come imprenditore ho messo in campo tutte le mie competenze, senza gelosie di sorta, per il piacere di vedere crescere le persone intorno a me. Purtroppo, la natura umana sollecita sentimenti nativi negativi, che fagocitano la disponibilità, il sapere ascoltare senza aggredire, per cogliere gli aspetti positivi nella relazione. L’aggressività diventa rivalsa, accesa da tante motivazioni inconsapevoli, ma consapevoli nel comportamento. Sono certo che la prima rivalsa è dettata dal sapere, presunzione inconsapevole che nega l’ascolto, il processo di miglioramento generato dalla relazione che sollecita la selezione delle conoscenze, arricchendoci di ulteriori competenze. Purtroppo, la presunzione nega l’evoluzione chiudendo le porte alla ulteriore crescita, causa competizione nativa con il tuo interlocutore che impedisce l’ascolto, valore nella comunicazione. Allora, la prima reazione è la stizza, manifestata da intolleranza e fastidio, che attiva un processo che annulla la comunicazione e stacca la spina della condivisione, mettendo all’angolo il percorso culturale di miglioramento.

Processo nefando nelle relazioni famigliari, tra amici, nel mondo lavorativo, nei condomini, nelle comunità, tra le nazioni e popoli. Nessuno accetta le necessità altrui, l’ego ismo accende la rivalità che spegne l’ascolto e azzera la possibilità di condividere, compromessi accettabili negati per principio dal più forte fisicamente, economicamente, culturalmente ed emotivamente. Tra nazioni scatena guerre che alla fine non hanno vincitori, causa l’alto prezzo pagato da tutti, che sanziona: tutti perdenti. Allora, percepisci quotidianamente questa arroganza, risposta chiusa e/o aggressiva che impedisce il dialogo per un miglioramento collettivo e ogni sforzo viene vanificato. Alla fine, sei consapevole di avere perso il tuo obiettivo di miglioramento nelle relazioni, causa muro che non riesci ad abbattere e vanifica tutte le tue energie.

Umanità sorda ai bisogni altrui
nega valore condivisione
relazione evapora nella presunzione
arroganza del sapere e potere
spegne crescita sociale
impoverisce evoluzione culturale
muro tetragono
simbolo di arroganza devastante
genera inconsapevole estinzione umana

Titolo: LINEE PARALLELE
Opera costruita con martelletti, schede, tasti multifunzione, calcolatrice e fondo metallico macchina Olivetti ET.
Tavoletta di compensato 90x90 cm.
Work built with hammers, cards, multifunction keys, calculator and metal bottom of Olivetti ET machine.
Plywood board 90x90 cm.