Quando ti fai massacrare
Nel mezzo del cammin di nostra vita…, ricordando Dante, mi piace abbracciare questa considerazione, riflessione che invita a ripercorrere un veloce viaggio dentro il sentiero del vissuto, dove scansioni di avvenimenti mostrano momenti ricchi di sentimenti, amicizie, amori, sofferenze, piaceri, progetti, obiettivi, delusioni, generosità e impegno per una continua crescita professionale, senso di valore e valere, serietà e capacità di costruire risultati, valore della fatica ininterrotta, gratificazione sostenuta forse da una potenziale invisibile fortuna: cerchi un denominatore comune per scoprire le motivazioni che muovono le traiettorie dei sentimenti umani e dell’impegno dentro il sentiero della vita. Il titolo “Quando ti fai massacrare” diventa l’oggetto di questa ricerca che muove i suoi passi in due direzioni: massacro procurato dalle circostanze, incolpevole, ma avvolto da condizioni che creano combinazioni, dove entra in gioco una Dea Bendata, la sfortuna, chiamata in termine giovanile sfiga, molte volte procurata inconsapevolmente, dolorosa ma ineluttabile: passi in quel punto, cade una tegola e ti colpisce, certamente potevi fare un percorso alternativo, ma forse, dietro l’angolo, c’era un guaio potenziale peggiore. Quindi sei massacrato dal non tangibile, ineluttabile, nei tempi nostri potrebbe essere dalla AI.
L’altro massacro è quello causato dall’essere umano, tante volte inconsapevole, superficiale o elefante, ma generalmente spinto da rivalsa, invidia, dominato da un DNA di cattiveria nativa, latente o inconsapevole, gratificata dal piacere procurato dalla difficoltà, sofferenza, dolore altrui: quelli che provano piacere, non motivato, dalla sofferenza degli altri, invece di dedicarsi a una celebrazione agiografica di chi giuda, con impegno e sacrificio, l’impresa. Certamente parliamo di massacri causati all’anima delle persone, non parliamo di quelli fisici che seppur dolorosi sono mediamente accettabili. Personalmente ho una soglia di sopportazione del dolore fisico alta, ma non sempre è un valore. Anche la mia anima ha una soglia di sofferenza tetragona, ma, a differenza di quella fisica, entra in gioco un terzo elemento la motivazione, alla quale non sai dare una spiegazione e allora tutto diventa ingestibile, come la sofferenza fisica e morale causata da un pugno nello stomaco ricevuto da un amico, dove il dolore morale supera quello fisico gestibile. I diversi piani di sensibilità giocano un ruolo importante nelle relazioni, spessori diversi relazionati a comportamenti simili, dove il dialogo e la condivisione giocano un ruolo significante. Il dialogo deve essere un confronto con l’obiettivo di un miglioramento, dove la sincerità diventa l’elemento di partenza di una discussione non necessariamente condivisibile. Certamente la sincerità rende vulnerabili. Ho sempre cercato la trasparenza, comunicando quello che pensavo, senza doppi fini, ma è difficile condividere questo comportamento, perché gelosia e invidia scaturiscono nella controparte causa trasparenza, che certamente è un elemento di disturbo e si pensa nasconda un tranello.
Questo mio comportamento mi ha massacrato moralmente nella consapevolezza, ma non cambierei il mio modo di agire, il dialogo deve essere un confronto, dobbiamo avere il coraggio di mettere a nudo la nostra anima per una discussione e relazione migliorativa. Come può crescere questa umanità se non si confronta, non per distruggere, ma per crescere collettivamente nel miglioramento, valori da recuperare, per la sopravvivenza di questa contemporaneità e delle future generazioni, trasferendoli ai giovani nelle scuole e nelle istituzioni con personale preparato.
VALORE DELLA RELAZIONE
Trasparenza nelle relazioni
premio della condivisione
illumini il sentiero della vita
generi crescita nella partecipazione
attivi fiducia e trasparenza
annulli fragilità e insicurezza
valore della comunicazione aperta
solido pilastro di gratificante crescita
Opera costruita con martelletti, induttore, scheda e protezione metallica multifunzione.
Work built with hammers, inductor, board and multifunctional metal protection.
Tavoletta compensato 50x40 cm.
Plywood board 50x40 cm.