Gian Paolo Cremonesini

Il carattere condiziona lo sviluppo dell’intelligenza

 “L’encefalo è la sede della cognizione e dell’intelligenza: capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in maniera astratta, comprendere idee complesse, apprendere rapidamente e apprendere dall’esperienza coordinando le capacità di movimento, tatto, olfatto, gusto, udito e vista”. Inizio con questa riflessione per uscire dalle strettoie di molteplici considerazioni e approdare nella banale convinzione che alla nascita abbiamo tutti la stessa potenzialità di intelligenza, per parlare in termini terra terra abbiamo tutti lo stesso volume di materia grigia da sviluppare. Oltre alla potenzialità espressa in volume e peso, abbiamo un DNA che custodisce l’informazione genetica dove sono scritte le nostre caratteristiche comportamentali, il nostro canovaccio di partenza della scrittura del nostro percorso. Il canovaccio è un embrione da sviluppare, ma l’embrione ha saldato al suo interno le caratteristiche che contengono i dati evolutivi accumulati delle generazioni precedenti che si manifestano nel bambino attraverso la sua relazione con il mondo esterno in modalità calma, vivace, curiosa, svogliata, pigra. Pigrizia grande flagello umano è sinonimo di non fare fatica, fatica fisica, spirituale e mentale. Primo elemento di stimolo dell’intelligenza è la fatica intellettuale che attiva la curiosità per approfondire, capire, conoscere e sapere. 

La conoscenza è cultura, significa sapere rispondere alle domande e costruire risposte a domande nuove o sconosciute. Fatica sinonimo di sofferenza, ma sopportare la fatica aiuta a capire i limiti e aiuta a crescere. Certamente devi trovare gli stimoli giusti, condizioni generatrici che attivano motivazioni per un equilibrato confronto prima con te stesso, poi con il mondo esterno. Credo di possedere indici di sopportazione molto elevati, collaudati nel tempo, so stringere i denti, l’anima quando c’è un potenziale pericolo, per andare avanti fisicamente, moralmente, intellettualmente, valori che mi hanno aiutato a sopportare il dolore fisico e dell’anima, dolore che non piegherà mai la mia forza e stomaco. Anima forgiata da infante dalla morte di mia mamma e dall’assenza di una famiglia naturale, dove da solo ho trovato l’equilibrio con i miei pensieri interiori, le mie proiezioni per un futuro migliore, dove aiutare gli altri era lo stimolo per me importante per andare avanti.

La mia disponibilità è sempre stata massima con tutti se c’era una necessità. Sono sempre stato un passista della vita, certamente non mollavo, il mio orgoglio mi ha impedito qualsiasi compromesso, certamente orgoglio ragionato ponderato, mai stupido fine a sé stesso. Capacità di ragionamento, confronto grande dote dell’essere umano, risultato di un importante allenamento alla vita durante la quale costruisci dei principi, i fondamentali ferrei della tua esistenza. La sofferenza provata in fabbrica da studente quando con le piaghe alle mani continuavi a lavorare sfidando il dolore per mostrare a te stesso che ce la potevi fare senza chiedere nulla a nessuno. Alla scuola allievi ufficiali quando in preda a febbri da cavallo o con una tallonite acuta non mollavi e continuavi a marciare e quando di pattuglia, dopo ore di marcia, il fucile Garand ti pesava come un macigno, aiutavi il compagno sfinito a portarlo. Ho sopportato importanti operazioni al mio fisico tollerando dei dolori infernali, perché con la testa mi metto nella condizione di sopportarli grazie all’allenamento e al ragionamento. Allora questo dimostra che con la volontà, caparbietà, raziocinio e allenamento puoi sopportare la sofferenza e, abbandonando la pigrizia, tutto è possibile: allenare l’intelligenza, svilupparla, forgiarla per essere più consapevoli della propria esistenza e delle proprie possibilità. 

Purtroppo, il mondo che ti circonda, che vorresti aiutare, è pigro e tante volte la pigrizia è talmente radicata per quella stramaledetta comodità che ci avvolge come in un sudario di stupidità che ci impedisce di crescere, di migliorare di godere di certi immensi valori che si conquistano solo con il sudore del fisico e dell’anima attraverso un confronto continuo di verifica nelle relazioni dove ascolto e condivisione aiutano e stimolano il miglioramento e la crescita intellettuale. Questa sordità cresce nella convinzione di conoscere tutto quello che serve dentro il mondo del vissuto, ma c’è un mondo infinito nel quale potresti tuffarti e con bracciate faticose, supportate dall’allenamento che devi costruire quale aiuto a non abbandonare le traiettorie programmate, riemergere in un oceano luminoso che si apre a spazi infiniti da esplorare e condividere. 

Ferrea forza di volontà
motivazione continua del mio procedere
relazione con il mondo circostante
mescoli intelligenza e fatica
per superare barriere invisibili
pigrizia nega condivisione
dell’infinito luminoso procedere 
cieco tetragono all’impegno
ruolo insostituibile nella crescita
slancio verso le relazioni 

Titolo: FRONTE RETRO
Opera costruita con martelletti, schede e tasti multifunzione.
Tavoletta di compensato 65x50 cm.
Work built with hammers, cards and multifunction keys.
Plywood board 65x50 cm.