Gian Paolo Cremonesini

Il silenzio

 Viviamo un periodo storico che ci stordisce con il rumore: guerre, arroganza, impulsi non controllabili che negano la riflessione e la condivisione. Il silenzio esprime la capacità all’ascolto, esercitata da poche persone, importante valore individuale, non acquistabile, che ricorda una consueta espressione “Un bel tacer non fu mai scritto” riflessione, invito a parlare con consapevolezza e corretta proprietà, negando l’impulso della risposta emotiva. “Il silenzio” mi riporta ai miei trascorsi militari, al campo estivo a Sant Eufemia Lamezia, dove, finita la giornata di impegno nelle attività, alla sera, dopo cena, ci congedavamo dal campo per un giusto riposo e ascoltando “Il silenzio” fuori ordinanza, suonato da Nini Rosso, andavamo in branda. La mia anima entra dentro quel fantastico periodo della mia vita che tanti sentimenti ha versato nel mio cuore, il cui ricordo accende lacrime, a me visibili, per i grandi valori che mi ha regalato, di comunità, di gratificante fatica, di sincera amicizia, valori comuni silenziosi, ma profondi. Il silenzio non rappresenta un vuoto, ma la capacità di dare valore alle cose importanti, tralasciare chiacchiere inutili e aggressive, gratificando la riflessione, valore individuale non gestibile dalla AI. 

Governare l’autocontrollo per evitare parole che potrebbero essere fraintese e generare conflitti. L’aggressività giovanile, dominata dalla mancanza di riflessione, genera una prepotenza incontrollabile, che nega rispetto e valore dell’altro. Il silenzio è la migliore risposta per evitare l’impulsività, generare zone di riflessione, non rifiuto o fuga, ma consapevolezza. Rappresenta anche luoghi fisici o interiori dove quieta i nostri sentimenti, tutelando la nostra energia interiore e riservatezza, dando valore alla solitudine ricercata in luoghi solitari, per attivare dialogo e riflessione con noi stessi, valore espresso nella lirica petrarchesca “Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando…” che amo immensamente. 

Certamente oggi abbiamo bisogno di silenzio, il rumore disorienta, confonde, aggredisce e distrugge la tranquillità, dobbiamo ricercare i più deserti sentieri nell’anima dove chetare la nostra insoddisfazione, che ci corrode, ci aggredisce, e trasportare dentro questo silenzio ovattato i giovani di oggi disorientati, per attivare riflessioni e consapevolezza delle nostre azioni, eliminare acidi corrosivi nell’anima, generare un mondo che, abbandonati i conflitti, rifiuta l’arroganza, percorre la solidarietà e la condivisione, placa l’aggressività percorrendo il sentiero di una società operosa, per una giusta convivenza, dove il valore dell’impegno e della fatica vengono premiati. 

Ascoltare il silenzio
genera rapporto interiore,
solitudine ricercata,
riscontro alle capacità umane
premio alla riflessione
foriera di idee creative
verifica di qualità
ricerca di condivisione
visibilità di generosità
nega egoismo e rivalsa

Titolo: CLEAR
Opera costruita con martelletti, laser, schede e tasti multifunzione.
Work built with hammers, CD, cards and multifunction keys.
Tavoletta di compensato 65x50 cm.
Plywood board 65x50 cm.