Gian Paolo Cremonesini

Gestione della res publica

 Osservando un controllo metodico delle macchine parcheggiate, in centro città, mi sono ricordato di un episodio vissuto. Partito alle 14.50 per andare dal commercialista e consegnare dei documenti, ho cercato parcheggio in centro, non trovandolo, ho visto due macchine davanti al bar e mi sono inserito nello spazio tra le due macchine, credo fossero le ore 15. Contestualmente sono uscite delle persone dal bar e le due macchine vicine sono partite. Non c’erano altri spazi a pagamento liberi e cadendo qualche goccia di pioggia, considerando la brevità della mia sosta, l’ho lasciata in quella posizione. Dopo circa 10 minuti sono tornato e ripartito. Guidando, mi sono accorto di un biglietto sul tergicristallo, mi sono fermato e ho constatato che era una multa dentro una bustina di plastica. Rientrato, ho letto attentamente la comunicazione. Infrazione rilevata alle 14.58 e, data la tempestività, mi è vento in mente un film di Alberto Sordi nel ruolo del vigile, si appostava dietro l’edicola e, mentre il cittadino, usciva dalla macchina per acquistare il giornale, velocemente metteva la multa sotto il tergicristallo; certamente minuto più, minuto meno sono arrivato a quell’ora. 

Può trattarsi del caso, un controllore che stava arrivando nei paraggi, vista la macchina, prima di assegnare la multa, poteva aspettare qualche minuto per verificare una eventuale distrazione, considerando che quella sanzione prevede anche la perdita di due punti. Allora, prendo questo spunto per fare delle riflessioni sui rapporti nella società attuale. Il cittadino, che non si comporta correttamente, va sanzionato. Certamente, se i tempi sono così stretti, il funzionario, se mi ha visto, poteva invitarmi a spostare la macchina, o vista la macchina aspettare un attimo per verificare se, causa distrazione, il parcheggiatore ritornava in un breve spazio di tempo. Certamente oggi c’è tale e tanta maleducazione ed arroganza del cittadino che nega questa disponibilità, ma insegnare… Ricordo quando sono arrivato in città negli anni Sessanta, mi stavo dirigendo, non conoscendo ancora le dinamiche del centro città, in una zona non percorribile e mi sono avvicinato ad una vigilessa che mi ha detto “accosti che le devo fare la multa” “scusi” risposi “volevo chiederle dove andare”, la risposta “accosti che le devo fare la multa”. Ho accostato e quando mi sono fermato, stava scrivendo. Allora, le chiedo “Scusi, lei è impegnata per aiutare il cittadino o punirlo?”. La risposta secca è stata “punirlo”. “Bene” risposi “faccia la contravvenzione, ma deve scrivere di suo pugno che lei opera per punire il cittadino, non aiutarlo”. La mia insistenza l’ha alterata, ha strappato il verbale e mi ha risposto “vada”. Si intreccia la maleducazione del cittadino e l’arroganza del gestore. 

Quell’evento si presta a vari spunti interpretativi, concluderei affermando che le due polarità nei rapporti dovrebbero creare, nelle dinamiche quotidiane: nei cittadini consapevolezza del valore espresso, che deve trasformare la maleducazione in condivisione delle regole e l’arroganza, in disponibilità a proporre e sollecitare i doveri per una giusta convivenza sociale. 

Disponibilità e condivisione
nei comportamenti quotidiani
espressione di valori universali
valorizzano rapporti
attivano generosità
gratificano le relazioni
annullano la solitudine
negazione dell’altrui valore. 

Titolo: PORDENONE
Opera costruita con schede e laser multifunzione
Tavoletta di compensato 90X90 cm.
Work built with multifunction cards and laser
Plywood board 90X90 cm.