Gemme
Il titolo della narrazione rappresenta la testimonianza di valori che sbocciano in giovane età: sensibilità, capacità e creatività. Questa sera ho partecipato, all’Ex Convento di San Francesco, a un Recital di un giovane pianista Alberto Cartuccia Cingolani di nove anni che, dopo un primo approccio con la musica, ha evidenziato le sue attitudini supportate da una spiccata sensibilità musicale, afferma la mamma, che gli ha permesso di crescere velocemente ottenendo i primi risultati positivi nei concorsi pianistici. Osservare la sua sicurezza e coinvolgimento nell’esecuzione sulla tastiera, che traccia note di opere dei massimi compositori della storia della musica, è fantastico. La musicalità che esprime il pianoforte ha sempre fatto lievitare la mia sensibilità trasportandomi in un sogno che non si è avverato. Ascoltare le note, che escono dal movimento generato della fluidità delle sue piccole dita, è indice rivelatore di grande sensibilità musicale.
Il pianoforte è uno strumento fantastico, rilascia note che accarezzano l’anima e hanno evocato periodi del mio vissuto. Abitavo con gli zii in un appartamento in via Cairoli, che veniva condiviso con un’altra famiglia in coabitazione, frequente condizione durante il periodo bellico, dove era presente, in uno spazio comune, un pianoforte che non dovevo toccare. Se a un ragazzino comunichi di non toccare un oggetto, la seduzione della tentazione di valicare il proibito, stimolata dalla curiosità, non è frenabile e quando non c’era nessuno alzavo la copertura e ammiravo la tastiera e sfioravo alcuni tasti, fantastica sensazione. Certamente il suono degli strumenti musicali mi affascinava e, quando, autorizzato, ero osservato in questo mio approccio, nascevano considerazioni: “Gian Paolo ha dita lunghe e sottili, sono mani da pianista.” L’argomentare ha sollecitato in me la curiosità di cimentarmi con questo strumento. Trasferiti ai Prati Bocchi, dopo l’assegnazione di un appartamento dall’Istituto Autonomo Case Popolari alla mia famiglia, causa trasloco, ho perso il contatto con il pianoforte che accendeva e stimolava la mia fantasia.
Ricordo una signora, amica di famiglia, che custodiva un pianoforte e argomentava con la zia Adele per avvicinarmi alla musica. Durante il periodo delle elementari sentivo, in famiglia, argomentare sul pianoforte, ma la conclusione era che, acquisto o noleggio, non erano sostenibili. Anche la possibilità di andare a lezione di pianoforte non era accessibile per il costo orario, ricordi si accavallano nella mia mente. Da ragazzo ho accarezzato l’idea di cimentarmi con le mie lunghe e sottili dita sulla tastiera del pianoforte, ma l’argomentare non ha avuto esiti postivi, creando nella mia anima un solco profondo scavato da quella possibilità narrata. Allora, osservando i movimenti e la musicalità del giovane Alberto, mi sono trasportato e immaginato in quel palcoscenico: il giovane Paolo Cremonesini al piano, davanti a una platea che applaude e genera energia nel giovane virgulto. Le note accarezzano l’anima e stimolano nuove note attivate dalla fantasia, creatività e immaginazione.
Mentre suonava Alberto vivevo come in trance dentro questa visione trasportata nel tempo, cercavo di immaginare un mio possibile futuro dentro note musicali, quasi una ribellione per trovare la libertà, desiderio di essere libero e di volare accarezzando suoni, fantastico! Sono onde di pensieri che mi scuotono, producono sorpresa, attivano riflessioni e una gratificante bellezza ascoltando da distanze astrali melodie rivelatrici di percorsi, dove cercano risposte che non trovano.
Onde piacevolmente travolgenti
scuotono la mia anima
per trovare riscontri ed emozioni
nel profondo passato
emerge per liberare visioni e sentimenti
naufragati nella battigia dell’impossibile
Opera costruita con FD, martelletto, tasto calcolatrice, schede e tasti multifunzione.
Tavoletta di compensato 65X50 cm.
Work built with FD, hammer, calculator key, cards and multifunction keys.
Plywood board 65X50 cm.